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Da Monterbano scese un dì lontano 
un giovine di nobile casata 
che s’era rifugiato in quegli anfratti, 
e cui destino atroce rese privo 
di sua famiglia, già scampata un giorno 
all’orde di guerrieri saraceni 
che invasero la valle di Telese. 
E, narra la leggenda, che una sera 
verso il tramonto gli si fece incontro 
una gitana, e lettagli la mano, 
gli disse che sarebbe il fondatore di una città. 
Così nacque nel tempo San Lorenzello, 
per virtù di un mito. 
(Maria Luisa d’Aquino) 
(San Lorenzello, un dolce nome;  
Ente Culturale Schola Cantorum San Lorenzo Martire, 1988)
 
http://www.ilquaderno.it 2014-11-26_171234 
 
 
 
(Da NTR24  28 / 10 / 2014) -Titerno San Lorenzello, un convegno per presentare i festeggiamenti per i 1150 anni dalla fonda- zione del centro abitato. 
“ …. E narra la leggenda, che una sera verso il tramonto gli si fece incontro una gitana, e lettagli la mano, gli disse che sarebbe il fondatore di una città ” . Era l’anno 864d.C. da qui muove il mito della fondazione del paese di San Lorenzello, ad opera del profugo telesino Filippo Lavorgna e la giovane Rosita, in fuga sul Monterbano, durante le incursioni saracene (Bozzetti Storici, G. Aulino, Ed. Iaselli, 1889).
Enfasi e sincera commozione, fin dalle prime battute, alla cerimonia di presentazione del 1150° anniversario della fondazione di S. Lorenzello, ospitata nei locali di Palazzo Massone, sede dell’Ente Culturale ‘N. Vigliotti’.
La leggenda, narrata dal presidente dell’Ente, Alfonso Guarino, ha ridestato quel sentimento di naturale ed innato attaccamento alla propria terra. E come si sa, i miti e le leggende sono racconti fantasiosi che narrano, attraverso immagini e simboli, le origini, le vicende, la storia di un gruppo sociale, le strutture fondamentali poste alla base di una qualsiasi cultura. Filo conduttore dell’incontro, in linea con le direttive del P.S.R. Campania 2007 – 2013 Gal Titerno – Misura 313 –, è la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali del territorio comunale di San Lorenzello attraverso l’attività di promozione turistico-culturale, l’analisi dell’offerta in grado d’interconnettere l’insieme delle risorse presenti sull’intero territorio laurentino, al fine di intercettare flussi di visitatori ed alla creazione di ricchezza a beneficio dell’intero comprensorio titernino.  
Le incursioni del condottiero saraceno Seodan nell’antica Telesia (da qui il coinvolgimento dei sindaci dei limitrofi comuni di Telese Terme e San Salvatore Telesino) ha ricordato il direttore della sezione Letteratura – Storia- Tradizioni popolari dell’Ente Culturale, Alessandro Masella, costrinsero i profughi all’edificazione di torri, castelli, piccoli borghi nella Valle del Titerno a difesa delle feroci truppe musulmane. Il primo documento ufficiale su San Lorenzello, risale al 1851, quando Guglielmo Sanframondo, divenne Conte di Cerreto e dei casali limitrofi (Civitella, Massa inferiore e superiore). 
“Riscoprire le origini - ha affermato - la nostra identità, attraverso la Cultura, crea il futuro. In un momento storico difficile come quello attuale, investito dalla crisi economica, di valori e di appartenenza, è necessario rilanciare la comunità , con opportunità di lavoro e soprattutto speranze ai giovani, con nuove istanze socio – culturali e scientifiche”. 
Per la dirigente dell’ITC ‘A. Mazzarella’, Angela Maria Pelosi, la conoscenza che deve essenzialmente rappresentare un punto di partenza, dal quale iniziare a riscoprire la propria identità, ciò che siamo, i valori che ci hanno reso grandi per poi paradigmarli all’esterno, una sfida quotidiana dalla quale proiettarsi per potersi rapportare in una dimensione universale. Dalla valle del titerno, alla valle telesina, al territorio sannita, campano, italiano, europeo, a villaggio globale. A tal fine, gli studenti dell’istituto comprensivo ‘Mazzarella’, saranno coinvolti in una serie di iniziative già a partire dal mese di gennaio con video sui personaggi illustri, a seguire nel mese di marzo, una mostra storico-fotografica sul fenomeno del brigantaggio. Ad aprile, poi, sarà rappresentata la rievocazione drammaturgica della leggenda di Filippo Lavorgna preceduta da un canto in dialetto Laurentino su impegno dei bambini dell’infanzia. 
Orgoglio nelle parole della fascia tricolore di Telese, per la radice telesina del fondatore di San Lorenzello Filippo Lavorgna, che ha posto l’accento sulla collaborazione necessaria tra gli Enti locali per fare rete, alla luce anche dei reperti archeologici che insistono sul territorio e di ulteriori importanti rinvenimenti, testimonianze dell’antica città di Telesia, nell’ottica di una vision globale finalizzata ad un’unica progettualità, un impegno congiunto per individuare la strada maestra da percorrere per promuovere il territorio e creare lavoro. Il mezzo per riuscirvi resta, senza alcun dubbio, la cultura. 
Gli fa eco, il Sindaco di San Salvatore Telesino, Fabio Romano, che ha ricordato quanto sia stato valoroso il popolo sannita, dal quale dobbiamo ripartire, per meglio comprendere e reinterpretare il nostro ‘ieri’ per costruire il nostro domani. “Siamo tutti figli di una stessa madre Terra – ha dichiarato Romano - la storia e la leggenda s’intrecciano e ce lo dimostrano, abbiamo le stesse origini possiamo lavorare in sinergia perché siamo tutti delle piccole perle che hanno un valore singolo ed unitario, ma che possono diventare un’unica collana e creare un gioiello di pregio”.  
“E’ bello pensare che un paese sia nato da un bacio, a testimonianza di quanto il sentimento dell’amore animi l’Universo – ha esordito il Prefetto di Benevento, Paola Galeone, a margine del dibattito -. Celebrare le origini attraverso l’unione dei Comuni, significa non solo fare vetrina, ma consorziarsi con la presenza del Governo sul territorio, vicino ai cittadini, semplificando la burocrazia, rispettando la garanzia della legalità, in un’azione sinergica che esuli dalla retorica, ma si realizzi con operazioni concrete che partano dalla scuola, primo banco per il futuro, dalla famiglia, dalle Istituzioni per sentire già da piccoli, il territorio”. 
E rifacendosi al paesaggio del Palazzeschi, il Prefetto ha concluso:“San Lorenzello è un piccolo paese, che però ha una stella e chi sa se nemmeno ce l’ha una grande città”.  
Era presente, tra gli altri il vice questore aggiunto, Giuseppina Consales. Gli eventi collegati all’anniversario includeranno sia le istituzioni che i cittadini per costruire un percorso. Nello specifico, le iniziative riguarderanno un incontro che vedrà come testimonial l’on. Giovanni Bachelet; il Gran concerto in onore dei 1150anni e dei Laurentini, rassegne teatrali, un workshop mirato all’approfondimento delle tradizioni storiche, dal dialetto ai personaggi illustri, un laboratorio di musica popolare laurentina, la cerimonia di intitolazione della piazza al fondatore Filippo con una cartolina celebrativa ed uno speciale annullo filatelico, infine, uno studio sul fenomeno del brigantaggio, i suoi protagonisti e la loro rappresentazione nel Cinema, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali. Al termine, è stato presentato il logo ufficiale delle iniziative celebrative del millenario anniversario che rappresenta i leggendari fondatori, Filippo e Rosita, riuniti sotto l’auspicio di una stella con la speranza di formare una casa e le linee all’interno dei loro corpi, formati da una costellazione, rappresentano la leggenda, il mito, la nascita del paese di San Lorenzello.  
Un’opportunità, dunque, di riappropriazione comunitaria e una proiezione verso il futuro, concentrandosi sul presente nella speranza di rendere merito e lustro ad un paese, alla sua immensa forza, che non aspetta altro che di essere messa in moto. 
(milena mancini)
 
 
 
 
 
 
 
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Il primo borgo di San Lorenzello (nome ispirato al suo santo protettore, San Lorenzo) è sorto intorno all'800 d.C., in seguito all'invasione saracena della Valle Telesina: una leggenda indica come fondatore Filippo Lavorgna, profugo dalla vicina Telesia. Dal 1151 al 1483 il borgo è appartenuto alla contea dei Normanni Sanframondo; dal 1483 al 1806 ha subìto il dominio feudale dei Carafa, duchi di Maddaloni, legati al Regno di Napoli, per cui il territorio laurentino fu annesso alla provincia di Terra di Lavoro, distretto di Piedimonte Matese. Con l'avvento del Regno d'Italia, San Lorenzello divenne Comune della provincia di Benevento.

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